Una garanzia per il futuro !

Tutto come previsto, Roberto Ruta è stato eletto presidente dell’assemblea regionale del Partito Democratico molisano.
L’ex deputato torna dunque in pista ufficialmente anche se, per la verità, non ha mai abbandonato la guida di fatto del PD regionale. Anche quando la segreteria regionale era in mano ad Annamaria Macchiarola, era sempre lui a tirare le fila e a dettare le strategie. La differenza, rispetto al passato, e che questa volta, con Leva segretario regionale, Ruta ha deciso di uscire allo scoperto e di assumere un incarico ufficiale dal quale sarà più agevole muoversi e indicare la strada al neosegretario regionale.
Una sorta di “tutor” chiamato a guidare l’assemblea regionale dove non sarà facile far quadrare sempre i conti. Infatti sulla carta l’assemblea regionale è formata da 63 componenti, 60 eletti alle primarie e i tre candidati alla segreteria regionale. Di questi tre, però, uno ha già abbandonato il partito. Si tratta di Domenico De Angelis, che ha aderito proprio in questi giorni all’Italia dei Valori. Quindi restano 62 componenti, di cui solo 60 hanno diritto al voto (non possono votare i candidati alla segreteria eletti nell’assemblea). Di questi 21 sono in quota a Michele Petraroia (compreso lo stesso consigliere regionale), 5 sono stati eletti nella lista di De Angelis e i restanti 36 sono espressione di Danilo Leva (compreso il segretario regionale). Ma questi ultimi sono divisi tra sostenitori di Bersani e sostenitori di Franceschini. Quindi il quadro è disomogeneo, almeno rispetto ai riferimenti nazionali. Per il momento ha funzionato. Leva, bersaniano, è stato eletto segretario con i voti determinanti dei “franceschiniani” di Ruta. Ruta è stato eletto presidente con i voti dei “bersaniani”, che nell’assemblea regionale sono maggioranza schiacciante. Le cose, però, potrebbero non funzionare sempre così. Perciò Ruta dovrà faticare non poco per evitare scossoni. Anche perché, paradossalmente, proprio lui potrebbe rappresentare più un elemento di divisione che di unità. Anche tra i sostenitori di Leva c’è chi non vede di buon occhio il ritorno prepotente sulla scena di Roberto Ruta. Che, naturalmente, non intende certo fermarsi alla carica di presidente del partito. QUesto è solo il punto di partenza per un ritorno in pista alle prossime elezioni regionali. Con la speranza, dicono i bene informati, di giocare la rivincita (o più probabilmente, la riperdita) con Michele Iorio. Qualcuno vicino a Ruta esclude invece questa possibilità, sostenendo che l’ex deputato ha in mente un disegno per trovare un accordo con pezzi dell’attuale centrodestra puntando proprio su un esponente centrista che oggi sta nel campo di Iorio. Il ritorno di Ruta ai vertici del PD conferma che il PD molisano ha scelto la linea della continuità rispetto al passato. Stessa linea politica di scontro con Antonio Di Pietro, dialogo con Michele Iorio e con pezzi della sinistra, apertura forte a quei movimenti, a partire dall’Udc, che si posizionano al centro. Proprio all’area centrista guardano Ruta e Leva. Lì Ruta ha dei riferimenti precisi in personaggi come Francesco Rutelli. Nel PD molisano sarà Francesco Totaro, componente dell’assemblea regionale e sostenitore di Ruta e Leva, a fare da “testa di ponte”. Totaro è infatti il referente molisano di Rutelli. Era a Chianciano quando è partita la “costituente di centro”. E’ stato invitato più volte da Rutelli a seguirlo nella nuova esperienza politica. Ma il giovane consigliere di San Martino per il momento preferisce rimanere dove sta, potendo svolgere un ruolo chiave in eventuali trattative future tra l’area centrista di Casini, Rutelli e Tabacci e il PD molisano. Intorno a quest’area si muovono esponenti politici che potrebbero rientrare in gioco in una grande alleanza centrista, come Massimo Romano e Massimiliano Scarabeo. Senza escludere, e questa è l’ipotesi più “fantascientifica” che circola da qualche giorno, che potrebbe essere proprio Iorio il candidato di quest’area qualora, al culmine dello scontro interno al PDL con Aldo Patriciello, il centrodestra dovesse decidere di non ricandidare l’attuale governatore. In attesa di disegnare strategie ed alleanze, Ruta ha incassato l’elezione al vertice del PD molisano. Su 60 aventi diritto al voto (compreso Leva), 30 hanno votato per lui, 10 hanno votato contro, 12 si sono astenuti, 8 erano assenti. Tra gli astenuti ci sono Augusto Massa e Candido Paglione. Tutto il gruppo che fa riferimento a quest’ultimo ha scelto l’astensione. Segnali di distensione dopo la battaglia delle primarie? Di certo, per Ruta, non è stato propriamente un plebiscito, ma per il momento può bastare. Si ricomincia. Come prima, più di prima… da @ltromolise.it


















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