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Apocalisse sanità

“E per la sanità del Basso-Molise venne l’Apocalisse e si chiamò Governo Iorio e vertici suoi ASREM”. Si potrebbe sintetizzare così, sotto forma di “parabola” ad effetto, l’atto aziendale illustrato dal Direttore Generale dott. Percopo, affiancato dal Direttore Amministrativo dott.ssa Testa nonché dal dott. Paglione, Direttore Sanitario, più altri affini e collaterali: quanta bella gente! leggi tutto . . .

Astore – Iorio scaricato si dimetta per non creare altri danni al Molise – ora basta!!

Michele Iorio continua a mentire ai molisani e prosegue in una pantomima francamente indecente. A nulla vale annunciare auspicabili ma non realistici risultati positivi dei tavoli tecnici romani o riordinare la Sanità Molisana con Piani Operativi, Linee Guida, Atti Aziendali tenuti nascosti alla comunità molisana e al dibattito della sua classe dirigente mortificata che non protesta nemmeno più. leggi tutto . . .

Buco sanità, è ufficiale: i molisani pagano di tasca loro

Le aliquote Irpef e Irap sono aumentate per tutto il 2010: lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate, confermando che per quattro regioni italiane fra le quali il Molise esistono le condizioni per applicare la maggiorazione della pressione fiscale prevista dalla legge. Non ci sono più spazi di manovra per evitare che siano i cittadini a dover mettere mano al portafogli per ripianare il deficit della cattiva gestione sanitaria. Ma i 10 milioni di euro che si ricaveranno con l’aumento delle tasse sono una piccola parte della somma che serve per far tornare i conti in pareggio. leggi tutto . . .

Truffa post sisma a Colletorto, l’udienza potrebbe essere rinviata

Potrebbe riprendere e poi essere rinviata l’udienza preliminare relativa alla truffa post sisma di Colletorto. Dopo il trasferimento del gup Nicola Colantonio il caso è stato affidato al collega Roberto Veneziano. Ma per lui, secondo il noto avvocato penalista Gianfederico Cecanese, si profila l’ipotesi dell’incompatibilità.
“L’udienza non dovrebbe trattarsi- ha dichiarato il legale- perché il giudice Roberto Veneziano è incompatibile nel ruolo di gup. Perché quando era gip ha firmato i decreti di autorizzazione all’espletamento delle intercettazioni telefoniche”. leggi tutto . . .

onestà

È possibile immaginare un paese diverso e lavorare per costruirlo? Dalla risposta positiva a questo interrogativo nasce la nostra, seppur flebile, voce che di mese in mese invita a riflettere su una politica diversa, sulla difesa dell’ambiente con la conoscenza e la valorizzazione della flora e della fauna, su una cultura che diventa impegno e un’etica che conduce alla responsabilità. leggi tutto . . .

Sanità, ed ora tutti a casa!

Che strano leggere paginate di comunicati sui quotidiani e sul web contro lo sfascio sulla sanità e le responsabilità del Governatore (di che?) Michele Iorio da parte di tutti, conosciuti e anche sconosciuti, che tu – esterrefatto – ti chiedi “ma questo chi è? leggi tutto . . .

La biomasse “segreta”, cittadini all’oscuro. E un dubbio: cosa brucerà la centrale?

Sulle Piane, in una delle zone più fertili del territorio, sta per sorgere una centrale biomasse che ha ottenuto permessi e autorizzazioni senza alcun coinvolgimento della popolazione. La società proprietaria è la Enerbio Srl, che fa riferimento a Gianluigi Torzi, ex amministratore della Tag Comunicazioni. La società ha ottenuto il nulla osta dal Comune di Larino con una delibera approvata il 31 dicembre 2008. Il problema è che per funzionare e essere competitivo l’impianto ha bisogno di 20mila tonnellate annue di prodotto. Da dove le prenderà? Avanza il dubbio che altri prodotti, a parte il mais e il sorgo, possano finire nella centrale. Per esempio i rifiuti.

Larino avrà la sua bella centrale a biomasse. Non è una congettura e tantomeno un’ipotesi, ma un “regalo” alla cittadinanza da parte dell’Amministrazione frentana. Un regalo in dirittura d’arrivo, anche se i cittadini non ne sanno nulla. Difatti, a chiedere in giro, ci si sente rispondere all’incirca così: “Bio che?” “Biomasse? E dove? E quando?”. leggi tutto . . .

Unimol, il plotone di docenti ‘amici’

Riflettori accesi sull’Università del Molise. In contemporanea con l’elezione del Magnifico Cannata a Rettore dell’Ateneo, che così si assicura il sesto mandato consecutivo, scoppial caso dei professori a contratto dell’Unimol. Un plotone di docenti di complemento che sommato a quelli ufficiali compongono una muraglia umana più fitta e compatta di quella cinese. leggi tutto . . .

Zuccherificio: troppe domande, nessuna risposta...

Venerdì 9 aprile, cioè tre giorni fa, il Marchionne del Molise, cioè Remo Perna secondo la definizione –forse un po’ azzardata- che ne ha dato il Governatore Iorio, ha replicato ad Antonio Di Pietro che la scorsa settimana nel question time alla Camera aveva denunciato l’affaire Zuccherificio del Molise.

Di Pietro ovviamente non ha bisogno della mia difesa, ci mancherebbe.

Ma visto che le obiezioni sollevate alla Camera sono analoghe a quelle da me espresse in Consiglio regionale due mesi fa, e a cui nessuno, né Iorio né Vitagliano, hanno risposto, mi sembra il minimo tornare sull’argomento.

Questa storia dello Zuccherificio grida vendetta. leggi tutto . . .

Mario Monicelli

Iorio conquista comune di Termoli

Consiglio a Nicola D’Ascanio di consegnare, incondizionatamente, la provincia di Campobasso a Michele Iorio. Onore a [...]

La ricostruzione del Molise in agenda non c’è più

Il decreto numero 12 del commissario delegato alla ricostruzione post sisma del Molise parla chiaro. E pur volendo agire diversamente quella del definanziamento resta la strada più vicina, più concreta e veloce per dare ossigeno agli interventi di classe A, quelli prioritari.
Sono 44 le opere che sono state definanziate, i fondi stanziati per la loro realizzazione sono stati stralciati e sosterranno i Peu nei comuni colpiti dal terremoto del 2002.
Saltano così soprattutto le scuole, ma anche la riedificazione di cinque edifici di culto, la sistemazione d’urgenza di nove lavori di messa in sicurezza. Per quanto, usare ancora la parola urgenza a sette anni dal sisma fa quasi sorridere.
leggi tutto . . .

modello Molise

Eccolo il modello Molise non dissimile dal modello Italia. Michele Iorio come Silvio Berlusconi, tutto passa attraverso il controllo dei media e dell’informazione; qui, in Molise, si inventa il reato di ‘stalking a mezzo stampa’ e si diffidano le testate giornalistiche, anche televisive a riprendere notizie ‘diffamatorie’ nei confronti del potere costituito; a Roma si chiudono le trasmissioni, poche, che risultano scomode al manovratore e si stilano le liste epurative. L’ultima in ordine di tempo la sceneggiata della presentazione del ‘patto per Termoli‘, presentato alla stampa da Iorio assieme al candidato sindaco ‘designato’ Di Brino che, seppur anacronistico, riporta alla memoria il ‘contratto con gli italiani‘ firmato da Berlusconi alla vigilia delle elezioni, poi vinte, del 2001. La serie delle similitudini è assai più lunga e preoccupante e la domanda fondamentale è: quando finirà questo scandaloso sfacelo che sta portando il Molise e l’Italia verso la catastrofe? leggi tutto . . .

2001, il golpe di Iorio e Simiele cambiò la Storia

Più di altri (compreso il sottoscritto che lo ha votato due volte) dobbiamo al cittadino-elettore Michele Simiele la sciagura che si è abbattuta su questa Regione, registrata all’anagrafe politica come Michele Iorio. Parrà strano agli smemorati o a quelli troppo giovani ma la fortuna di Iorio comincia grazie ad un incidente della Storia, quale Simiele può considerarsi. Storia politica, s’intende. Alla luce del recente decreto governativo «salva liste», come potrebbe essere diversamente catalogato, se non come una burla della storia politica e giuridica della Nazione, quel famoso ricorso 289/2000 grazie al quale vennero annullate le elezioni del 16 aprile del medesimo anno e per Iorio si spianò una strada lunga, ad oggi, dieci anni? leggi tutto . . .

Ricostruzione post sisma a Colletorto, tutto rinviato al 3 giugno

Concussione, corruzione, truffa, abuso d’ufficio, turbativa d’asta: sono i reati di cui dovevano rispondere 27 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sul post sisma a Colletorto. Spicca quello del progetto Silcra sulla realizzazione della rete wireless. Ma la prima fase dell’udienza preliminare è stata rinviata. Come già avevano dichiarato tutti i legali difensori prima di presentarsi [...]

zuccheropoli

Gli strani affari della Regione. Zucchero, magheggio da 45 milioni di euro. Al centro della vicenda l’ex patron della GTR Remo Perna divenuto da poco partner privato nella proprietà dello stabilimento saccarifero.

ZUCCHEROPOLI. Il neologismo, a questo punto della storia, ci sta tutto. Riepiloghiamo alcuni elementi inseriti nella prima parte dell’inchiesta pubblicata ieri. Innanzitutto i dati: complessivamente la Regione stanzia, in varie forme, 45 milioni di euro per lo Zuccherificio del Molise. Il periodo di riferimento va dal 2007 al 2010. L’ultima delibera, complessivamente di 15 milioni, è del 16 febbraio scorso. Freschissima di conio. Di conio vecchio, lire quindi, sono i 5 miliardi che la regione, nel 2001, concede tramite la Finmolise alla HDM società affittuaria della GTR di Remo Perna, divenuto recentemente socio privato dello stabilimento saccarifero termolese avendo rilevato la quota della famiglia Tesi. Complessivamente l’operazione è costata a Perna 2 milioni e 650mila euro, più o meno l’equivalente dei 5 miliardi ricevuti nel 2001 e, a quanto è dato di sapere, mai restituiti alla Finmolise. Quest’ultima, in realtà, pare abbia ricevuto in cambio del denaro una partecipazione azionaria nella finanziaria Ifim pari a 2 milioni e 670mila euro. Giriamo, come evidente, sempre attorno alle stesse cifre. leggi tutto . . .

Non si vede la luce

Non è l’ennesima cloaca affaristico-politica di regime. Quella scoperchiata dai magistrati di Firenze è la cloaca più vomitevole dell’intera storia repubblicana. Ci racconta l’osceno fescennino di avvoltoi che inneggiano al terremoto pregustando i vagoni di euro che lucreranno con gli appalti di una “Protezione civile” corriva e incontrollata, mentre sotto le macerie centinaia di nostri concittadini (Nostri, perché questo governo non ha patria né legge) soffrono l’agonia dei sepolti vivi, e altre migliaia piangono i loro morti, e in milioni seguiamo commossi la vita stremata del bimbo e del vecchio che viene sottratta in extremis alla tomba di calcestruzzo (di sabbia!), salvata dall’eroismo di volontari e di pompieri chenon possono immaginare come in quello stesso istante, in una danza macabra che calpesta ogni residuo di decenza e di umanità, qualcuno dei “lorsignori” di regime stia sghignazzando a baldracche e champagne sul dolore concluso dei morti e sulla commozione e l’eroismo dei vivi. Che schifo. leggi tutto . . .

Se ci sei batti un colpo

Da questa sera sono riuniti ad oltranza e in seduta spiritica: Danilo Leva e Francesco Totaro per il Pd, Giuseppe Caterina e la parlamentare Anita Di Giuseppe per l’Italia dei Valori, il segretario regionale di Rifondazione comunista Antonello Manocchio, quello dei Comunisti italiani, insieme a Nicola Occhionero, Mauro Natalini per la Sinistra Ecologia e Libertà; in seduta telepatica sono presenti anche Roberto Ruta, presidente regionale del PD e Tonino Di Pietro, presidente dell’IdV. leggi tutto . . .

ci stanno fregando un'altra volta

Come al solito ci pisciano addosso ma vogliono farci credere che piove!

Meno di un mese fa in occasione della befana il nostro “capitano coraggioso” famoso per i fallimenti ed i buchi di bilancio affermava candidamente che il futuro dello zuccherificio di Termoli era tutto nello zucchero e nel tessile; ma si sa, [...]

w la trasparenza

Regione MOLISE . Consulenti: i nomi, gli incarichi, i compensi

Finalmente i nomi dei consulenti degli enti pubblici molisani sono stati raggruppati e pubblicati sul sito ufficiale del ministero retto dal prof. Renato Brunetta. Gli incarichi si riferiscono all’anno 2008. Nell’elenco figurano anche nomi noti e meno noti della politica nostrana, parenti e vari personaggi che di mestiere, ormai, fanno i consulenti. Alcuni hanno percepito – e sembra che ancora continuino a percepire – compensi consistenti. leggi tutto . . .

NO nuke – NO Iorio

Si può anche essere favorevoli al nucleare, basta dirlo; si può anche essere favorevoli agli inceneritori, alle centrali a biomassa e alle turbogas, basta dirlo; ma quello che non si può è barattere lo scempio, la devastazione e lo stupro di un territorio con l’alibi, falso, dell’occupazione e del generale tornaconto (falso) della comunità. Tutto questo mentre la comunità pur non essendo stata interpellata si esprime attraverso i singoli e le manifestazioni di piazza (Termoli 19.12.09) in maniera chiara e inequivocabile; persino il consiglio regionale, seppur con colpevole e complice ritardo (oltre i termini per presentare ricorso alla Corte Costituzionale) ha espresso parere contrario all’installazione di una centrale nucleare in Molise. leggi tutto . . .

Termoli: passaggio cruciale

OLTRE a quella amministrativa, in
senso stretto, l’elezione del prossimo
sindaco di Termoli di valenza ne ha
un’altra: geopolitica.
Le due questioni, tra loro, sono intimamente
connesse. Partendo da Termoli
il Molise potrà rialzare la testa, rifilando
una batosta a Michele Iorio e, allo
stesso tempo, operando un bilanciamento
geopolitico che vede il baricentro regionale
spostato nemmeno su Campobasso
ma addirittura su Isernia.
Quando, agli inizi degli anni ’60, Girolamo
La Penna immaginò la trasformazione
industriale del basso Molise la barattò
- la storia è nota – con l’istituzione
della provincia di Isernia, privando così
Termoli di una sua dignità istituzionale
che la vede, oggi, il capoluogo inespresso
e potenziale della nostra Regione. I
notabili democristiani, e tra questi Bruno
Vecchiarelli in particolare, ma spalleggiato
in questo anche da Giacomo
Sedati, decisero insieme all’ex sindacalista
della Cisl (La Penna) che doveva
andare in quel modo: a Termoli l’industria
- leggi Fiat – e ad Isernia il ruolo
di seconda provincia. Al basso Molise,
conseguentemente, tocco un blocco sociale
popolare e operaio, di matrice comunista
ma che votava DC; nell’area
pentra, conseguentemente, fiorì una burocrazia
parassitaria e inutile, come
tutte le burocrazie, appoggiata su un
blocco sociale borghese nel senso peggiore
del termine. Questi due blocchi,
operaio da un lato e borghese dall’altro,
produttivo l’uno e parassitario l’altro,
hanno portato nel tempo, lentamente e
progressivamente, alla inesorabile morte
di Termoli ed alla affermazione di
Isernia. In questo, la parte determinante,
è stata la morte dei partiti di stampo
classico, travolti dal crollo del Muro
che, oltre alla libertà, ha fatto passare
molta sbobba politica indigesta. Quella
che oggi, in larga parte, governa la regione,
parvenu frutto di improvvisazione
e colpi di culo.
Oggi, quindi, Termoli non può permettersi
un sindaco che sia, sostanzialmente,
un atto di colonialismo isernino,
un sindaco, per capirci, imposto da Michele
Iorio. Lo scriviamo con il massimo
rispetto per la gente pentra e per la città
d’Isernia, verso cui non nutriamo alcun
senso di ostilità, persuasi come siamo
che l’una e l’altra avrebbero solo da
guadagnare nello sbarazzarsi dei politicanti
che quell’area oggi produce. Gente
che alla prova del voto, quello vero con
un nome e cognome scritti in bella grafia,
non raccoglierebbe consensi nemmeno
per la presidenza di una bocciofila.
Il caso del tonitruante e rancoroso senatore
Di Giacomo, crediamo, sia un
esempio non solo per il Molise ma per
tutto il mondo occidentale.
Se Di Giacomo è l’esempio di chi, di
voto, a malapena dispone solo del proprio,
Iorio è invece il modello contrario,
quello di chi di voti ne fa incetta a destra
e a manca. L’esercizio continuo di
un potere nato da un ribaltone – non dimentichiamo
che questo lorsignore stava
nel centrosinistra – ha fatto di Iorio
un collettore formidabile di voti. Ma,
come il Muro, anche Iorio è destinato a
crollare e a seppellire di macerie tutto il
suo mondo. Tuttavia questo auspicabile
momento della storia molisana non può
essere atteso come un intervento divino
ma va provocato, facilitato e agevolato.
L’elezione del sindaco di Termoli, in
questo, è una formidabile occasione. Disarticolare
il sistema di potere messo in
piedi da Iorio è un imperativo che oggi
passa dalla strada per Termoli. La cittadina
adriatica può essere, se vuole, la
Stalingrado di Iorio. I nomi che il Palazzo
propone, quelli graditi al presidentissimo,
sono politici decotti e bolliti,
mazze di scopa buone a spazzare la
stanza per il gran capo. Questi nomi,
uno ad uno, e tutti insieme, rappresentano
un veleno a rilascio lento per Termoli.
Sono pronti, lorsignori, a fare il
gioco isernino, aggettivo dispregiativo
(sia detto per i duri di comprendonio)
che vale esclusivamente in termini politici.
Siamo certi, ad esempio, che il sindaco
che Iorio gradisce dovrà essere
uno che agevoli il processo di desertificazione
di quella zona industriale che
La Penna immaginò in funzione dei ceti
popolari e non delle grandi multinazionali
dell’energia. Cosa si nasconde dietro
alla vicenda «Zuccherificio», «Salsificio
» e via enumerando. Forse la salvezza
di quelle filiere alimentari che ad
essi sono collegate? Nemmeno per sogno.
O forse la salvezza degli operai che
lavorano in quei comparti? Nemmeno a
parlarne. Ciò che interessa è l’acquisizione
di quei terreni dove quelle industrie
stanno piantate. Terreni da destinare
ad altre industrie, quelle che producono
energia. Il sogno di La Penna, se
così può chiamarsi, di portare lavoro
alle masse elettorali in cambio del consenso,
allora sarà morto per sempre. Il
basso Molise, complice il sindaco di Termoli,
se questi sarà espressione di Iorio,
verrà definitivamente venduto ai signori
dell’energia.
C’è un solo modo per impedirlo, eleggere
un uomo (o una donna) che non sia
riconducibile a Iorio. Le amministrative
termolesi, in questo senso, sono una
sorta di referendum tra chi vuole un
basso Molise colonizzato e chi lo immagina
libero. Tra un coacervo di affaristi
messi insieme dagli interessi e un blocco
sociale trasversale e autenticamente
popolare. Da Termoli può partire la liberazione
del Molise, ma ci vuole coraggio
e fantasia. Termoli è, in questo momento,
l’avamposto della libertà. Auguriamoci
che diventi la Stalingrado di Iorio.
Pasquale Di Bello

Nei miei lontani e vaghi ricordi (anni 70) della città di Termoli una cosa più di ogni altra mi affiora: soprattutto nel periodo estivo, camminando sul primo o sul secondo corso, l’idioma più parlato era il tedesco dei turisti che, forse già allora, amavano più di noi questa terra. Termoli aveva un’indiscussa vocazione turistica che è stata sacrificata per un’assai meno felice destinazione “industriale” con gli effetti che possiamo vedere tutti. Quanta ricchezza si sarebbe creata sviluppando concretamente e sapientemente quella vocazione vera, sana e naturale invece dei due o tremila lavoratori “a termine” fiat? leggi tutto . . .

Piero Ricca

l'ululato del lupo

Prima quando la pecora era gravida, nessuno si è alzato per sollevare la questione che bisognava dare alla pecora il tempo per partorire l’agnellino che, una volta cresciuto, sarebbe diventato pecora, ma tutti ben attovagliati al banchetto della ricostruzione si sono divorati la pecora iniziando proprio dall’agnellino più tenero che portava in grembo; leggi tutto . . .

Iorio rinviato a giudizio

Ieri sera, al termine di una lunghissima udienza preliminare, il Gup Maria Rosaria Rinaldi ha rinviato a giudizio il presidente della Regione Molise, Michele Iorio. leggi tutto . . .